Si può parlare di “adozione a distanza”? Fratelli Dimenticati fa chiarezza

“Se hai un cuore per l’adozione, non lasciare che la paura si frapponga”
(Doug Chapman)

Chi ha adottato nella propria vita o chi è in procinto di farlo sa che l’adozione di un bambino si raggiunge a seguito di iter e procedure che rendono questa esperienza tanto fantastica e unica nel suo genere, quanto lunga. Chi ha vissuto questa esperienza sa infatti quanto il legame che si instaura tra la nuova famiglia ed il figlio adottivo si equipara al legame sanguigno e che, proprio per questo, il nuovo arrivato nel tempo diventa parte integrante ed effettiva della famiglia.

A differenza dell’affidamento, l’adozione di fatto si distingue per essere una soluzione permanente e definitiva in grado di rendere un bambino un vero e proprio membro della famiglia. Proprio per questo all’interno dello stato italiano ci sono criteri e vincoli che regolano l’intera procedura.

Proprio in virtù della caratteristica di soluzione permanente e definitiva è doveroso fare chiarezza sul termine “adozione a distanza” che negli anni ha preso il sopravvento ma che, di fatto, come vedremo nei prossimi paragrafi, non coincide con la pratica. Ma prima, capiamo di cosa si parla.

Come funziona di fatto “l’adozione a distanza”?

Ogni volta che si parla di “adozione a distanza” la prima cosa che ci viene chiesta è “come funziona?”

Il concetto di adozione a distanza ha in sé un ruolo speciale basato sul sostegno continuativo verso uno o più bambini, supportando le fasi di crescita e sviluppo nonché i cambiamenti di vita attraverso una serie di donazioni economiche periodiche e continuative.

Normalmente si vanno a supportare bambini provenienti da famiglie estremamente povere o che non hanno i mezzi o gli strumenti per provvedere ai bisogni primari.

A differenza dell’adozione effettiva, Il legame che unisce sostenitore e beneficiario non è mai vincolante dal punto di vista giuridico, di conseguenza non potrà mai essere reclamato alcun diritto del donatore nei confronti del beneficiario né viceversa.

Chi sostiene a distanza instaura, su propria volontà, un rapporto one-to-one con il proprio sostenitore: normalmente vi è la possibilità di ricevere lettere, scambiare e-mail, vedere i propri bambini via Skype e decidere di andarli a trovare nel luogo natale.

Cosa è possibile realizzare grazie all’adozione a distanza?

Con i progetti di adozione a distanza è possibile sostenere progetti di tipo sanitario, educativo e nutrizionale andando a supportare le esigenze delle diverse comunità in cui il singolo bambino o i bambini vivono. Le donazioni, inoltre, che sono destinate all’adozione a distanza sono detraibili o deducibili dalla dichiarazione dei redditi.

Generalmente il Sostegno a Distanza si distingue in diverse tipologie a seconda del beneficiario:

  • Un bambino
  • Una famiglia
  • un gruppo di persone (ad esempio un gruppo di alunni di una scuola o una comunità)

Nel primo e nel secondo caso, al donatore vengono inviate informazioni dettagliate sul beneficiario, sulla sua vita e spesso anche alcune fotografie ed il donatore può anche risultare in forma anonima.

 

Sostegno a Distanza vs adozione a distanza

È pur vero che per ragioni di marketing il termine adozione è stato associato al termine “a distanza” ma di base si tratta di un ossimoro: non esiste adozione se non vi è vicinanza. Tutto ciò che è “a distanza” non può essere dunque affiancato al termine “adozione” per non cadere nella contraddizione. Nel corso degli anni sicuramente in Italia i due termini sono stati spesso utilizzati come sinonimi per rafforzare il concetto di “aiuto” sul quale si basa il vero e proprio Sostegno a Distanza e anche le principali organizzazioni per il Sostegno a Distanza nel corso degli anni si sono battute per scindere i due termini spesso accostati: Il termine “adozione” di base rende il sostenitore un genitore a distanza, ma il vero significato di adozione prescinde da un simile legame e non può essere, quella del sostegno economico, l’unica caratteristica peculiare di un rapporto di genitorialità. È proprio per questo che il concetto di “genitore” viene meno e prende spazio quello di “sostenitore” nonostante alcune associazioni continuino a parlare di “figli a distanza”.

Fatta chiarezza sulla distinzione di base e dell’utilizzo improprio del termine “adozione a distanza” possiamo dunque parlare in definitiva di Sostegno a Distanza (SAD). È proprio per questo che ti invitiamo a leggere anche la pagina dedicata al Sostegno a Distanza di Fratelli Dimenticati dove ti illustreremo i perché che stanno alla base di questi importantissimi progetti e le modalità di sostegno a distanza tra cui scegliere. (link alla pillar).

Regala un Sostegno a Distanza con Fratelli Dimenticati

Con Fratelli Dimenticati oltre a sostenere a distanza divenendo il protagonista di questo gesto d’amore, puoi anche donarlo a qualcun altro. Infatti, mettendoti in contatto con il nostro ufficio sostenitori, potrai fare un regalo diverso e speciale a chi ami regalando la possibilità di sostenere a distanza uno o più bambini, se non una comunità intera. Scopri di più