La parola a chi, come te, sostiene a distanza i bambini del Mondo.

Nel 1984, quando eravamo una giovane famiglia con 2 bambini di 10 e 5 anni, decidemmo di adottare il nostro terzo figlio e, nel 1986, raggiungemmo la nostra terza bambina di soli 3 anni a Delhi, nel nord dell’India. In seguito, conoscemmo la Fondazione Fratelli Dimenticati e il loro progetto di sostegno a distanza e nel 1995 decidemmo di aderire. In questi anni abbiamo accompagnato e fatto un pochino parte della loro vita 6 bambini, li abbiamo seguiti se pur da lontano nel loro cammino di crescita fisica e personale, pur sapendo che sarebbero ritornati, per fortuna, nelle loro famiglie o comunque avrebbero avuto un futuro più tranquillo e sereno. In questi anni le loro letterine ci hanno donato momenti di autentica felicità e anche fatto sorridere quando comunicavamo con loro nel nostro stentato inglese. Siamo fiduciosi che essi guarderanno sempre avanti con coraggio la loro vita e questa convinzione la serbiamo nel nostro cuore quando la tristezza ci prende ad ogni addio.
Oggi i nostri figli hanno 46, 41 e 37 anni e siamo nonni di 5 nipoti.
Tutti quanti uniti possiamo fare piccole cose belle!
Affettuosamente.
Luigi e Marilena

Nel lontano 1988 ero studentessa in un istituto salesiano di Padova. Un giorno fu invitato per una conferenza un missionario che ci raccontò delle missioni in India. Furono proiettate alcune diapositive, ma quello che ricordo più di ogni cosa era la passione che quel prete metteva nel suo racconto, l’entusiasmo con cui riferiva quanto aveva realizzato e la gioia con cui ci invitava a fare qualcosa di concreto per quei bambini, Ofrii ciò che il mio portafoglio di giovane studentessa conteneva e mi ripromisi per il futuro un impegno maggiore.
Quando mi fu possibile, insieme al mio fidanzato, sottoscrivemmo la nostra prima “adozione a distanza”. La foto della “nostra” bambina la tenevamo nel portafoglio ed attendavamo gli aggiornamenti con grande entusiasmo. Lei, che aveva 4 anni quando ci fu assegnata, lasciò l’istituto per lavorare a 14 e per noi fu il taglio di un cordone ombelicale immaginario ma dolorosissimo! L’unica consolazione fu che con il nostro sostegno lei aveva potuto ricevere un’educazione, imparare un mestiere e garantirsi un futuro migliore. La Fondazione ci propose immediatamente un nuovo sostegno: accettammo entusiasti. Dopo alcuni anni, ci fu proposto un altro sostegno e negli anni successivi un altro, e un altro ancora e di nuovo un altro! Ogni volta è una grande gioia che si rinnova!
Non abbiamo mai avuto la possibilità di recarci in india per conoscere i “nostri” bambini, ma siamo certi che, grazie ai missionari, loro sanno del nostro impegno. Ogni Natale e Pasqua riceviamo una loro lettera, con bellissimi disegni, dove ci raccontano della loro vita, della scuola. della gratitudine che hanno per noi. Le loro foto sono tutte conservate da noi con tanto amore.
Ormai sono trascorsi decenni da quella tenera decisione di due fidanzatini, ma ancora ci impegniamo perché una bambina o un bambino abbiano un’occasione di riscatto che, grazie alla Fondazione Fratelli Dimenticati, è possibile con una cifra sostenibile per tutti noi occidentali.
Anche per questo e per l’impegno offerto vogliamo ancora una volta ringraziare questa Fondazione e augurare che siano sempre di più i bambini aiutati attraverso il Sostegno a Distanza.
Andrea e Arianna

Mi chiamo Francesca e vorrei condividere con voi la mia esperienza di “mamma adottiva a distanza”. Un’esperienza iniziata moltissimi anni fa grazie a mio padre Lorenzo che ebbe la fortuna, data la povertà della sua famiglia, di studiare con l’aiuto e la benevolenza dei Padri Salesiani. Fu sempre grato dell’immenso dono ricevuto e lo ricambiò prodigandosi strenuamente per la difesa dei più deboli e la tutela delle persone più fragili.

Con questi valori, mi sono avvicinata alla Fondazione Fratelli Dimenticati. Un cammino fatto di piccoli passi. Ricordo ancora l’emozione del mio primo bimbo sostenuto a distanza, nel lontano 2002: Joseph Tommachen un bimbo di 5 anni portatore di handicap… per me con lui fu subito amore. Purtroppo dopo circa un anno, mi comunicarono che Joseph non era più tornato al centro, con lui una piccola parte del mio cuore se ne andò.

Poi fu la volta di Mehul Kalangda, bimbo bellissimo dai grandi occhi neri. Crebbi con lui, anno dopo anno, fino al 2013, sempre molto orgogliosa dei suoi risultati a scuola. Poi fu la volta della dolcissima Olivia Grace Mynsong, che dal 2013 fa parte della mia famiglia. La seguo nella sua crescita e spero vivamente di poterla sostenere almeno fino al raggiungimento della maggiore età e mi auguro, mai dire mai, di poterla incontrare un giorno.

Vi sembrerà strano ma mi sono sempre considerata cittadina del mondo. Nel mio viaggiare ho toccato con mano l’amore, la devozione e la caparbietà di coloro che, pur tra mille difficoltà, hanno lottato e, tuttora, lattano in prima linea per le persone “dimenticate”. La certezza che il mio sostegno potrà garantire le cure primarie e lo studio ad un bimbo o una bimba mi riempie di pura e assoluta felicità. Con l’occasione, vorrei ringraziare i Padri Salesiani del Centro Don Bosco Ashalayam di Nuova Delhi, in primis Padre Swanoop, per aver permesso a me e alle mie compagne di viaggiare, Lucia e Roberta, di conoscere i ragazzi e la realtà del centro. L’accoglienza e la disponibilità dimostrataci rimarrò sempre nei nostri cuori.

Francesca

E’ da anni che io e mia moglie contribuiamo al Sostegno a Distanza di tre bimbi. Anche i nostri tre figli sanno che ci sono tre fratelli da sostenere. Per una manciata di euro un bimbo nella sua terra d’origine ha tutto il necessario per diventare grande, grazie anche all’opera della Fondazione Fratelli Dimenticati. E nei momenti di vuoto quando ti chiedi “che ho fatto di buono nella mia vita?”, allora ti ricordi che una cosa buona l’hai fatta, perché un bimbo nel mondo sta crescendo grazie anche al nostro contributo. Grazie a tutti.

Una famiglia di Cerignola

Si mancano pochi giorni al Natale, ed è la Festa della Famiglia, piena di emozioni, di gioia e di speranze che, forse, quest’anno sarà un po’ offuscata da questo periodo pieno di preoccupazioni. Non ho desideri particolari, mi sento felice insieme a mio marito e due figli meravigliosi che mi vogliono bene e che mi hanno donato tre nipotini che sono la mia felicità.
Per questo Natale mi piacerebbe incontrare tante persone e tanti bambini che non hanno l’affetto, la vita tranquilla e serena che ho io, ma con il mio poco farò di tutto e con tutto il cuore per far sì che possano passare serenamente questo prossimo Natale e direi loro che mi piacerebbe ricevere un sorriso, solo un sorriso anche virtuale da loro e niente più.
Buon Natale a voi tutti.
Rossana Schiavoni

Grazie per tutto ciò che fate! La testimonianza che vi diamo è quella semplice ma sincera di chi, anche a nome del Gruppo Missionario di San Girolamo dell’omonima parrocchia di Padova, si affida alla vostra Fondazione per cercare di dare una vita migliore (cibo, alloggio, scuola, ecc.) a tanti bambini che nel Mondo altrimenti andrebbero in chissà quale maniera, ma la  possiamo immaginare. Sono e siamo convinti che il Sostegno a Distanza è un mezzo per poter aiutare a vivere in modo più umano e dignitoso persone che altrimenti sarebbero costrette anche ad emigrare in quali condizioni… andando in luoghi sconosciuti e facili preda di approfittatori, lontani dalla propria cultura, origini, famiglia e molto molto altro. Siete benemeriti per tutto ciò che fate ed incoraggio molti altri a seguire questa strada del Sostegno a Distanza. Chi fa il Sostegno a Distanza si sente bene e fa stare meglio chi sostiene. I documenti che ci inviate, provenienti dai vari paesi attraverso foto e lettere, sono sempre ben graditi e testimoniano il lavoro vostro e dei Missionari che sono sul posto a donare la vita per i “fratelli dimenticati”. Ancora un grande grazie e proseguite con gioia, impegno e grande carità la vostra missione. Un grande abbraccio a tutti.
Giuseppe e Daniela con il Gruppo Missionario San Girolamo di Padova

È dal 2004 che aderisco al progetto del Sostegno a Distanza con la Fondazione Fratelli Dimenticati.
Ho avuto modo, nel novembre dello stesso anno, di partecipare ad un viaggio organizzato dalla Fondazione in India. Il viaggio è stato emozionante ed ha permesso al gruppo di vedere concretamente cosa viene fatto. Al ritorno ho deciso di aderire con una seconda “adozione a distanza” ed ho convinto mia madre ad attivarne una nuova. Oggi cerco di coinvolgere i miei nipoti nel progetto chiedendo loro di inviare ai bambini disegni e letterine.
Trovo incredibile che bastino 19 euro mensili!
Valentino

Sono circa vent’anni che aderisco al Sostegno a Distanza e sino ad ora ho aiutato quattro bambini. Contribuire a donare a un bimbo un futuro dignitoso e migliore è sempre stato uno dei miei desideri: tanta è la gioia quando ricevo notizie e la loro letterina, in modo particolare a Natale. E, anche nei momenti di difficoltà, gli occhi di quei bimbi mi rassicuravano e mi dicevano che tutto sarebbe andato bene. Ho dovuto rinunciare a qualcosa, ma la ricompensa è stata grande.
Ringrazio questi bimbi e Fratelli Dimenticati per avermi permesso di fare questa scelta.
Annamaria

Da diversi anni sosteniamo a distanza i bambini dell’India.
Con un po’ di aiuto si riesce ad aiutare dei bambini per il loro avvenire, a migliorare la loro vita, il loro futuro affinché possano poi costruire una famiglia che viva in modo più dignitoso e sereno di quella dalla quale provengono.
E’ difficile dire da quale impulso e da quale e quanti motivi derivi la volontà di chi dona qualcosa per chi è povero e disagiato, forse per sentirsi più sereni per aver dato un minimo contributo ai meno fortunati di noi, pensando quanto sarebbe terribile se i nostri figli si trovassero nelle condizioni dei loro coetanei poveri. Forse ancora perché chi invece figli non ne ha, vuole sentirsi un po’ genitori di tutti quei bambini che nel mondo hanno bisogno del nostro aiuto. Ma la cosa davvero importante, secondo noi, è concretizzare il desiderio di aiutare il prossimo, specialmente i più piccoli che rappresentano l’avvenire dell’umanità e sui quali possiamo contare per costruire una Società migliore dell’attuale, cercando di trasmettere un po’ della nostra fortuna a chi ne ha avuta molta meno.
Livio, Elena e Valentina

Nel Natale 1992 in famiglia abbiamo deciso di non scambiarci regali ma di fare delle adozioni a distanza. Mio fratelli e mia cognata si sono impegnati per il Sostegno a Distanza di una bambina che, da quel momento è diventata “la sorellina” per mia nipote. Io e mia mamma (papà guidava i nostri passi già dal Cielo) abbiamo deciso per il sostegno di tre bambini. Dopo la morte della mamma ho continuato questi sostegni. Gioisco nell’apprendere i loro progressi a scuola, nell’aprire le letterine di auguri, che puntualmente mi arrivano per le feste, scritte nella loro lingua e sempre accompagnate dai loro disegni… Quando i bambini a me affidati hanno raggiunto la maggiore età ho continuato il sostegno per altri bambini. E’ bello pensare che basta poco per assicurare a qualche bimbo o bimba un futuro migliore e dignitoso e sono convinta che è più quello che si riceve di quello che si riesce a dare. E per questo ringrazio il Signore!
Giusy L.


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