Storie di Covid-19

Mentre i bambini sono con noi, qui a Batopilas, sono protetti dalla violenza che è andata crescendo in questo periodo. Possiamo donare loro cibo per proteggerli dalla fame che spesso regna qui nella Sierra Tarahumara. In particolare le ragazze sono protette da situazioni di abuso che si verificano spesso in queste zone.
In questo particolare periodo stiamo subendo conseguenze sociali come la mancanza di lavoro che, a sua volta, produce carenza di risorse economiche nelle famiglie. Soffriamo anche di carenze spirituali poiché le chiese sono chiuse da molti mesi e anche la spiritualità dei Raramuri, basata sulle feste, ne è stata influenzata. Tutti gli insegnanti sono presenti a scuola nella giornata di lunedì, accolgono i bambini in piccoli gruppi (circa 7 bambini) per ritirare i compiti e fornirne di nuovi da svolgere a casa. Il resto della settimana lo dedicano alla revisione del lavoro presentato e allo sviluppo di nuovi materiali di studio. Quando si esaminano i compiti si nota che alcuni bambini sono in difficoltà; a loro viene dato un appuntamento personale in modo che l’insegnante possa lavorare direttamente con questi bambini.
Vi ringrazio per il vostro generoso sostegno speciale. Il Signore Gesù, che è generoso e ricco d’amore, vi ricompensi con grandi opportunità nel vostro lavoro e nei vostri progetti affinché possiate continuare a fare del bene. È quello che desidero di cuore.
Sorella Maria Petra, Responsabile del Centro di Batopilas

 

Da Chinatù nella Sierra Tarahumara, Suor Elvira Francisca, responsabile del Sostegno a Distanza, ci ha inviato un aggiornamento raccontandoci che al momento i bambini sono ancora a casa e la Direttrice, accompagnata dalle insegnanti, continua a far visita agli studenti che vivono più lontano per controllar loro i compiti per casa e lasciarne di nuovi.
A causa dell’ambiente di povertà in cui vivono i nostri bambini, e che è più evidente in questo periodo di pandemia, scrive Suor Elvira Francisca, ritengo che il nostro compito più urgente sia di aiutarli nella completa formazione affinché possano, in futuro, affrontare le sfide che la vita presenterà loro con un bagaglio di competenze quanto più fornito possibile.

 

Cari amici, i migliori saluti da parte di Suor Niru di Paraspada (India). È con grande piacere che vi scrivo queste poche righe e spero che siate tutti in buona salute. Abbiamo appena finito di distribuire cibo nutriente ai bambini che purtroppo sono ancora a casa.
La pandemia è arrivata all’improvviso e ci ha colti impreparati, diffondendo un grande senso di impotenza. Ciononostante nessuna mano ha mai smesso di arrivare ai poveri e ai bisognosi. Le mani tese del vostro generoso aiuto sono state fonte di vita per i nostri bambini che erano a casa e molto spesso non avevano nulla da mangiare. Grazie a voi molte famiglie sono riuscite anche a celebrare il Diwali, la feste della luce, in maniera dignitosa con un buon pasto per tutti. Grazie per la vostra solidarietà e per il vostro amore per le famiglie di Kaprada.
I migranti sono ripartiti per le destinazioni di lavoro portando con se i figli. Alcuni di loro però sono già tornati senza occupazione, senza salari e senza aver trovato un luogo dove stare. Durante questa situazione difficile oltre ai bambini e alle bambine del nostro ostello abbiamo fornito cibo alle vedove, agli anziani, ai malati e a quanti avevano perso tutto. I giovani del villaggio si sono offerti volontari per aiutarci a preparare e a distribuire i pacchi alimentari.
Ancora una volta GRAZIE Fondazione Fratelli Dimenticati e tutti voi amici per la vostra premura e per la vostra gentilezza nei confronti dei bambini emarginati.
Vi auguriamo il meglio e vi assicuriamo le nostre preghiere. Grazie tante.
Suor Nirmala

 

Cari amici, le scuole in Assam sono state chiuse il 16 marzo e il 25 marzo 2020 il governo centrale ha imposto un lockdown nazionale inizialmente di tre settimane poi esteso più volte con qualche attenuazione.
È stato un periodo di difficoltà per l’intera popolazione inclusa quella della nostra zona. L’impatto delle prime tre settimane di lockdown è stato molto duro anche nei villaggi da dove provengono i nostri studenti.
Procurarsi beni essenziali, cibo, era un serio problema. Riso, dal, sale, cipolle non erano facilmente disponibili specie nelle zone più interne dove ci sono ben pochi negozi. In questa situazione abbiamo cercato di aiutare le famiglie fornendo materiale di prima necessità.
Abbiamo procurato riso, lenticchie, sale, olio e cipolle e, con il permesso della polizia e delle autorità civili locali, li abbiamo distribuiti alle famiglie più bisognose dei villaggi che visitavamo. Per quest’operazione ci siamo avvalsi del supporto dei nostri catechisti che ben conoscono le situazioni delle varie famiglie. In alcune occasioni abbiamo convocato i capi villaggio alla missione e loro hanno portato, in bicicletta o in moto, le provviste da distribuire alle varie famiglie.
Oltre al cibo abbiamo distribuito anche sapone e igienizzante per le mani in particolare alle famiglie dei nostri studenti. L’auto della missione è stata messa a disposizione per chi aveva bisogno di attenzione medica e abbiamo cercato di aiutare le persone anche nel procurarsi le medicine di cui avevano bisogno.
Altra grande questione è stata tenere i bambini impegnati sui libri e con lo studio. Il preside della scuola ha organizzato la didattica digitale tuttavia ci sono due seri problemi in questa zona: il primo è che la connettività internet è pessima nella maggior parte dei nostri villaggi, il secondo è che i nostri ragazzi non hanno gli strumenti. Così la didattica avviene solo attraverso WhatsApp. Ogni insegnante per le varie classi e per le varie materie prepara lezioni e schemi che manda ai ragazzi via WhatsApp. Anche in questo caso a beneficiare sono solo i ragazzi che hanno la disponibilità di un familiare o di un vicino con uno smartphone.
A questa difficoltà si aggiunge la questione che la didattica a distanza non lascia molto spazio alla relazione interpersonale e al chiarimento di dubbi. L’aiuto a casa non è generalmente disponibile perché la maggior parte dei genitori non è istruita e non è quindi in grado di seguire i figli nei compiti.
Comunque quello che era possibile fare, l’abbiamo fatto. Lezioni e compiti per casa sono stati assegnati e sono state fatte anche alcune verifiche.
I nostri insegnanti sono stati molto disponibili e collaborativi e si sono davvero impegnati, questo nonostante negli ultimi mesi non sia stato possibile pagar loro lo stipendio se non per una misera parte mensile e solo grazie al vostro sostegno a distanza. I genitori non stanno pagando le rette per cui siamo un po’ alle strette con i fondi, onestamente è un po’ frustrante non poter aiutare gli insegnanti in questi tempi difficili. Anche loro aspettano pazientemente che la situazione migliori.
Grazie a Dio la nostra zona è stata risparmiata dalla piaga del Corona virus, che si sta propagando senza sosta in Assam come in tutta l’India. Ad oggi tutti i nostri bambini e le loro famiglie sono in buona salute. Certo ora le persone sono maggiormente consapevoli della situazione e pongono maggior attenzione alle norme igieniche.
Ripensando ai sei mesi trascorsi da quando la scuola è stata chiusa ci sentiamo immensamente fortunati e grati che nessuno dei nostri ragazzi sia stato colpito troppo duramente dalle difficoltà di questo brutto periodo. Certo ricadono su noi tutti le difficoltà che pesano sulla nostra nazione e sul mondo intero.
La nostra gratitudine speciale va a voi tutti di Fratelli Dimenticati che avete continuato a sostenere la nostra missione e i nostri bambini nonostante anche voi stiate attraversando momenti di difficoltà a causa di questa pandemia. Dio vi benedica!
Padre John Cellanthara